What Design Can Do: cosa può fare il design per i rifugiati?


La piattaforma What Design Can Do nasce da una domanda: cosa può fare il design per la società, per la natura e per l’economia? L’idea del gruppo di designer olandesi che l’ha avviata nel 2011 è che la risposta non sia immediata, ma che debba scaturire dalla discussione, dallo scambio, dall’interdisciplinarietà.
La parola chiave del dialogo che si instaura tra creativo e società è responsabilità: ai designer viene chiesto di aprire gli occhi per guardare alle questioni fondamentali dei nostri tempi.

In totale coerenza con questo concetto, l’edizione 2016 di What Design Can Do ha lanciato un concorso internazionale, in collaborazione con UNHCR – Alto Commissariato ONU per i rifugiati e Ikea Foundation, indirizzato ad architetti, progettisti, scienziati e artisti, ai quali viene proposto di contribuire tramite il loro lavoro alla risoluzione della questione dell’accoglienza, dell’integrazione e della crescita individuale dei rifugiati, con particolare focus per quelli presenti nelle aree urbane.

Dopo avere vagliato oltre 360 proposte, il 30 giugno ad Amsterdam una giuria internazionale ha decretato i 5 vincitori che hanno ricevuto 10.000 euro e il supporto di esperti per sviluppare i loro progetti.

Ecco i progetti vincitori

AGRISHELTER
Di: Narges Mofarahian
Paese: Italia

Una struttura prefabbricata, costruita con materiale biodegradabile e a km zero. La costruzione è semplice da innalzare e al suo interno i rifugiati possono abitare, coltivare la terra, provvedendo in piena autonomia al loro sostentamento.

EAT & MEET
Di: Jennifer Kinnunen, Marie Legleye, Camille Marshall, Elias Sougrati
Paese: Canada, Francia, Marocco

In questo progetto i concetti di tradizione, integrazione e dedizione al lavoro sono rappresentati attraverso una cucina itinerante dove i rifugiati preparano il cibo proveniente dalla loro terra d’origine, per poi venderlo.

REFRAME REFUGEES
Di: Marie-Louise Diekema, Tim Olland
Paese: Paesi Bassi

I rifugiati vengono spesso immortalati in situazioni di disagio e difficoltà, quello che questa piattaforma digitale si propone di fare è cambiare la visione comune che abbiamo di queste persone, presentando delle fotografie che riportano frammenti di vita quotidiana dei rifugiati, ritratti in momenti di svago, di integrazione, di convivialità in famiglia. Sulla piattaforma è possibile comprare le fotografie e il ricavato è devoluto a favore della causa.

MAKERS UNITE
Di: Makers Unite
Paese: Paesi Bassi

Makers Unite è una piattaforma attraverso la quale i rifugiati, con l’aiuto di designer e creativi, progettano e costruiscono prodotti a partire dai giubbotti di salvataggio che vengono usati sulle barche con le quali approdano sulla costa. I ricavati della vendita sono devoluti a favore della causa.

THE WELCOME CARD
Di: The Green Card Team
Paesi: Italia, Svezia

La Welcome Card è uno strumento che tramite una tecnologia di identificazione basata sulle onde radio consente ai rifugiati che si stanno spostando in un Paese della Comunità Europea di ricevere informazioni ufficiali da parte delle agenzie di immigrazione o di visualizzare lo stato della propria domanda di asilo.