Una tipografia post-digitale


In Via Brindisi 13 a Torino ha sede uno spazio di resistenza tipografica o in alternativa una enclave post-digitale per gli amanti del letterpress. Le due definizioni non sono in antitesi poiché qui, alle spalle della stazione dei treni di Porta Susa, la tecnica della stampa tipografica a caratteri mobili incontra i social media per farsi conoscere e i file per sopravvivere ibridando tecniche e soluzioni.   

La stampa tipografica nasce con Gutenberg nel 1455 e arriva fino alla fine dello scorso secolo, quando le dita premute sulle tastiere e i programmi di impaginazione hanno cominciato a sostituire l’azione certosina di uomini intenti a comporre layout mettendo in sequenza lettere per dare voce alla pagina.

Un’attività che invece qui, in questo laboratorio che si apre su un luminoso cortile interno, continua a succedere. Lo dicono le dita sporche di inchiostro dei ragazzi che qui ci lavorano realizzando stampe speciali, manifesti, poster in numeri limitati. Così come le pesanti macchine tipografiche che costellano la stanza e che emettono quel suono tonfo e cadenzato grazie al quale i caratteri si imprimono sul foglio. Lo dicono anche le centinaia di cassetti pieni di piccolissime lettere in metallo da cui, come una scatola del desideri, andare a scegliere il font migliore.