Mai smettere di guardarsi intorno: intervista a Cyril Zammit sul panorama del design mediorientale e il design da collezione


Intervista di Annalisa Rosso

Direttore di Design Days Dubai e Director of Design per Art Dubai Group (Dubai Design Week inclusa), Cyril Zammit si definisce un “nomade urbano francese”. Nato a Parigi, dopo una fiorente carriera tra Praga, Londra e la Svizzera, da diversi anni risiede negli Emirati.

ANNALISA ROSSO: Come descrivi la relazione tra Medio Oriente e design?

CYRIL ZAMMIT: Storicamente il Medio Oriente ha una lunga tradizione di design e architettura. Questa ha avuto un retaggio duraturo per quanto riguarda i pattern, le meraviglie architettoniche e anche gli oggetti pratici, ma nel 20° secolo si è affievolita a causa dei tempi turbolenti che la regione attraversava. Da quando abbiamo creato Design Days Dubai nel 2012, abbiamo assistito alla sua rinascita a partire dal Libano dove designer come Nada Debs hanno compiuto grandi sforzi per conservare se non proprio per rilanciare le tradizioni artigiane. Vi è ora una nuova generazione di designer nelle regioni mediorientali, nordafricane e sud-asiatiche che deve essere adeguatamente esposta ai media e ai collezionisti. È su questo che abbiamo lavorato fin dall’inizio.

AR: Pensi che ci sia qualcosa di speciale che si è recentemente imposto sullo scenario del design contemporaneo negli Emirati?

CZ: Negli Emirati, negli ultimi cinque anni, sono stati raggiunti grandi risultati. Con il loro passato beduino, la tradizione artigianale era limitata a utensili comuni e oggetti pratici. Insieme a istituzioni come la Dubai Culture & Arts Authority (Dubai Government) e organizzazioni private come Tashkeel, abbiamo lavorato sul sostegno di talenti locali nel tentativo di migliorare il loro pensiero creativo e tradurlo in una serie di oggetti in edizione limitata. C’è un legame molto forte con la cultura indigena quando si guardano i pezzi prodotti. Prendere in considerazione la provenienza, prima di esplorare nuove forme o concetti, è un processo naturale. In questo senso, Design Days Dubai, quando ha aperto, nel 2012, è stato un catalizzatore. Ha portato lo standard internazionale nella regione e ha legittimato i designer a guardare a quello come punto di riferimento per raggiungere un alto livello di qualità nella produzione. È ancora una sfida, ma la capacità degli Emirati Arabi Uniti di mettersi al passo con il tempo e guardare oltre si riflette anche in questo settore.

AR: Il tema di Operæ 2016 è progettare il futuro. In questo senso, che tipo di responsabilità ha il design, dal tuo punto di vista?

CZ: Il design è alla fonte dello sviluppo di nuove idee, nuovi materiali e della creazione di soluzioni quando si arriva ad una situazione concreta. È grazie ai grandi designer che si sono legati all’industria se stiamo plasmando il futuro. Già negli anni ’60, l’industria della plastica ha rivoluzionato la nostra vita e i progettisti hanno accompagnato questo movimento. Tutte le nuove tecnologie di oggi non potrebbero essere utilizzate senza l’aiuto della mente curiosa del designer per la loro applicazione.

AR: Parliamo di design da collezione. Hai percepito un aumento della cultura del design e di interessi in questo campo?

CZ: In Medio Oriente la parola collezionista non viene utilizzata spesso quando si tratta di design. C’è ancora una forte tendenza all’acquisto impulsivo. E questo da un certo punto di vista mi piace, perché nonostante il lato imprevedibile, ci riconduce ai principi fondamentali del collezionismo: si acquista perché ci piace qualcosa. Abbiamo visto gli acquirenti regolari tornare a Design Days Dubai con l’intento di scoprire qualcosa di nuovo. È qui che si trasformano in collezionisti: l’intenzione è la prima motivazione di un collezionista. Abbiamo naturalmente diversi collezionisti di design rinomati nella regione, ma siamo fiduciosi di vedere gli acquirenti spontanei unirsi a loro al più presto.

AR: Un consiglio per i collezionisti di design.

CZ: Essere curiosi. Mai smettere di guardarsi intorno. La migliore condizione è viaggiare e scoprire cosa ha da offrire la scena locale. Le gallerie di design offrono una garanzia seria che ciò che si acquista ha un valore, ma quando si cerca da soli, si deve individuare qualcosa che abbia un’identità unica e una grande cura. Anche il web è uno strumento valido per verificare se siete di fronte ad un prodotto originale o una triste copia. Un vero collezionista compra perché investe nel tempo. Sia attraverso l’acquisto di icone del 20° secolo, che di icone di domani.

AR: A cosa stai lavorando in questo momento?

CZ: Sto preparando la 2° edizione di Dubai Design Week (www.dubaidesignweek.ae) dal 24-29 Ottobre 2016 e la 6° edizione di Design Days Dubai (www.designdaysdubai.ae) dal 14-17 marzo 2017. Ci sono diversi cambiamenti che stiamo preparando per questa 6 ° edizione che avrà nuove caratteristiche. Oltre a questo, sto registrando meravigliose immagini e contatti di talenti che incontro in giro per il mondo.