Il Caffé Mulassano


Che sia estate o inverno, sotto i portici di Piazza Castello, laddove la piazza sta per riversarsi in Via Po, trovi sempre due tavolini che si sporgono in mezzo alla folla. E c’è sempre qualcuno che sta lì a guardare la gente passare, seduto con la sua tazzina di caffè o il suo tramezzino. Alle sue spalle il grande bancone del Caffè Mulassano. Un trionfo di legni e ori, intarsi e decori. Un barocco che si riflette sul grande specchio del soffitto e che invade tutto.

Qui dentro Angela e Onorino Nebbiolo avevano servito il primo toast che un italiano avesse mai assaggiato. Erano tornati dall’America dove le loro famiglie si erano trasferite e avevano portato con sé il tostapane. E qualche anno più tardi Gabriele D’Annunzio aveva soprannominato quel triangolo di pane morbido e farcito che solo qui si poteva mangiare  “tramezzino”.

Il tempo ha reso i prodotti nati qui eterni, ma anche dentro Mulassano sembra che il mondo si sia fermato al 1925. E fa piacere fare una sosta per sentire che nulla è cambiato mentre fuori la città scorre.