Da design lover a editore di design


È un destino che accomuna sempre più addetti ai lavori. Quello che vede trasformare la propria passione per il design in un vero e proprio design brand.

Proprio in questi giorni ne parla L’arcobaleno il progetto commerciale-editoriale fondato da Ambra Medda, per cinque anni direttore di Design Miami, che dedica una lunga intervista a Jérôme Aumont, ex giornalista e direttore della rivista Maison Francaise che all’apice della carriera ha deciso di diventare parte integrante del sistema e diventare editore di Collection Particulière.

Editore sta per colui che collaborando strettamente con un designer crea pezzi di design che incarnano la propria visione, oppure acquista pezzi che si allineano con la propria estetica e se ne fa distributore. Una figura ibrida che sta tra il gallerista, l’imprenditore, e il negoziante. Nel 2010 in Francia – dice Aumont – erano appena 5 gli editori di design, oggi sono 15.

Si differenziano per la capacità di portare alla ribalta progetti prima ancora che oggetti che rispondono a una sensibilità collocata tra il design e l’arte, tra Ikea e Christie’s. Dice Aumont che per lui ogni oggetto è come un bambino, nato da una relazione unica con qualcuno, curato e cresciuto in tutte le fasi dall’ideazione fino alla produzione fino a vederne finalmente la nascita, la messa in vendita.

Tuttavia, si tratta anche di un modello di business che emerge e che vede aggiungere altre figure nel panorama del design contemporaneo.